Disability Pride

da | 22/10/2026 | Eventi | 0 commenti

Alcuni mesi fa vi avevamo raccontato delle intersezioni tra disabilità e queerness, e in questa particolare occasione è cosa buona e giusta sottolineare un ulteriore aspetto che accomuna entrambe le comunità: i pride, cortei che non solo costituiscono una grande festa, ma anche, e soprattutto, un’opportunità per chiedere a gran voce che venga riconosciuto il diritto fondamentale all’autodeterminazione e ad una vita autonoma e indipendente senza pregiudizi, in una società più accogliente e inclusiva.

Il primo Disability Pride si è svolto negli Stati Uniti nel 1990, l’anno in cui è stato approvato l’Americans with Disabilities Act (ADA), ovvero la legge contro le discriminazioni basate sulle disabilità sia fisiche sia cognitive. Secondo alcune fonti ha avuto luogo a New York nel mese di Luglio, a pochi giorni di distanza dall’approvazione, ma in realtà il primo Disability Pride Day si è tenuto il 6 ottobre a Boston, con più di quattrocento partecipanti. Col tempo, l’episodio ha ispirato manifestazioni analoghe in tutto il mondo, e quell’unico giorno ben presto è diventato un mese intero; infatti, per commemorare l’approvazione dell’ADA, Luglio è diventato ufficialmente il Disability Pride Month.

Per quanto riguarda l’Italia, la storia è molto più recente, perché il primo Disability Pride si è svolto soltanto nel 2015 a Ragusa nell’arco di più giorni su iniziativa dell’attivista tetraplegico Carmelo Comisi. Quell’edizione è stata chiamata Handy Pride, in riferimento al termine inglese handicapped, ma già dall’anno successivo, grazie al gemellaggio con New York, ha assunto il nome attuale, Disability Pride, per esprimere l’orgoglio delle persone disabili ed eliminare qualsiasi forma di paternalismo e pietismo. 

Col passare degli anni, l’onda dei pride, da sud, ha raggiunto anche il nord, e lo scorso 10 ottobre si è svolta la quarta edizione torinese, a cui noi di ATT abbiamo partecipato. Era una giornata molto bella, con una luce particolare che ci ha accompagnati fin dal primo pomeriggio, quando ci siamo dati appuntamento in corso Marconi, angolo via Nizza. È da lì che è partito il percorso, durante il quale, accanto al carro con la musica, le persone hanno avuto l’opportunità di usare un microfono per raccontare la propria esperienza, regalando splendidi momenti di condivisione. 

Verso le 17:30 il corteo è giunto a destinazione in piazza Vittorio, davanti al palco montato per l’occasione. Lì, introdotti da due presentatori e coadiuvati da un’interprete della LIS, la lingua dei segni italiana, sono intervenuti Miriam Abate, la coordinatrice del Disability Pride Torino, e Jacopo Rosatelli, Assessore a Politiche Sociali e Pari Opportunità della Città di Torino. Noi di ATT siamo rimasti colpiti dall’entusiasmo e dalla grinta dimostrati non solo da loro, ma anche dallə attivistə e da tutte le persone che hanno partecipato all’evento, registrando la maggiore affluenza degli ultimi anni.

Per noi il Disability Pride è stato una bellissima sorpresa, e riteniamo che ci sia un gran bisogno di manifestazioni di questo tipo, perché hanno un grande valore e permettono alle persone di mostrare la propria disabilità senza vergogna, gridando con orgoglio: <<Noi esistiamo, e chiediamo il rispetto dei nostri diritti.>>

La nostra speranza è che vengano coinvolte sempre più persone, per potere costruire insieme un futuro e una società migliori.

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